Good afternoon, everyone, and thank you all for being here tonight. Many of you crossed borders and oceans to be here, and we are very grateful you are. I am making this speech in English, but you can also read it in Italian and Portuguese on this website.
I have crossed an ocean to say a few words, so I will try to make them honest.
Let me begin with a small confession about my family, because it explains the young woman we are celebrating. My wife, Ma-Li, and I are Brazilian. But Ma-Li was born in Hong Kong and came to Brazil as a baby. She looks, as you can all see, unmistakably Chinese, and she does not speak a single word of Chinese. She is also one of the most Brazilian people I have ever known. That is the family Alice was born into. A family where the map has never quite matched the heart.
So perhaps it was inevitable that my daughter would go and collect the whole world. Alice carries four passports. She was born in Washington, DC, to Brazilian parents, one of whom was born in the British Crown Colony of Hong Kong, so she came into the world American, Brazilian, and British all at once. At fifteen, she moved to Australia with us and later acquired Australian citizenship during the eight years we lived there. And now, by love rather than by paperwork, she is quietly becoming something of an Italian too.
She came to Milan to study medicine. A young woman carrying several languages and several homelands inside her walked into lecture halls to become a physician. I was proud. I was also, if I am honest, a little frightened, because she was so very far from us.
Then the world closed its doors. The pandemic came, the borders shut, the flights stopped, and my daughter was stranded in a foreign country, far from her parents, at a moment when nobody knew what the next morning would hold.
This is where the story turns from worry into gratitude.
Alberto, Luisella: you opened your home in Monza to a young woman who was not yet family, and you treated her as though she always had been. For months you fed her, you sheltered her, you watched over her as your own. While I sat helpless on another continent, you became, in the most literal sense, her family. There are debts a father can never repay. This is one of them, and I will carry my gratitude to you both for the rest of my days.
It was inside that hospitality that something quietly grew. Two young people who had met over textbooks and long hospital corridors discovered, during the hardest season any of us has known, that they did not want to face the world without each other. Today they have made Monza their home together, and I could not have wished for a kinder place, or a kinder family, to receive my daughter. And with this magnificent wedding, Lorenzo becomes our son, and Luisella and Alberto are part of our family.
Lorenzo. You have just become a doctor, and you have chosen urology, a discipline that asks for patience, precision, and a certain quiet courage. Alice is still walking the road you have only just finished. You know, better than anyone in this room, what that road costs. I can imagine no stronger foundation for a marriage than two people who understand, without a word of explanation, exactly what the other is going through.
I should confess one more thing. I have thought about learning Italian, to honor this family that has so honored my daughter. But I am afraid of only one judge in this world, and her name is Alice. She has, let us say, high standards. So for tonight you will forgive my English, and I will trust that love translates without an accent.
Now permit the Brazilian in me one small indulgence, because my country tends to speak of love through its writers.
Vinicius de Moraes, our great poet of the heart, taught us not to ask love to be eternal, since love is a flame, but to ask instead that it burn infinitely for as long as we last. Carlos Drummond de Andrade reminded us that to love is the simplest and the most difficult thing a person ever learns. And Machado de Assis, the wisest of our novelists, understood that the great loves are not the loud ones, but the ones that quietly rearrange an entire life.
Alice, Lorenzo: may your flame burn infinitely for as long as it lasts. May you keep practicing the simple, difficult art of loving each other. And may you, year upon year, quietly rearrange each other’s lives for the better.
To the Toneatto family and to mine, to Italy and to Brazil and to every other country my daughter has folded into one heart, to two people entering the world of medicine, and one very happy father:
Please raise your glasses.
Buon pomeriggio a tutti, e grazie di essere qui stasera. Molti di voi hanno attraversato confini e oceani per esserci, e ve ne siamo profondamente grati. Pronuncio questo discorso in inglese, ma potete leggerlo anche in italiano e in portoghese ma potete leggerlo anche in italiano e in portoghese su questo sito.
Io un oceano l’ho attraversato per dire poche parole, e cercherò dunque di renderle sincere.
Lasciate che cominci con una piccola confessione sulla mia famiglia, perché spiega la giovane donna che stasera festeggiamo. Mia moglie Ma-Li e io siamo brasiliani. Ma Ma-Li è nata a Hong Kong ed è arrivata in Brasile che era ancora in fasce. Ha, come potete vedere tutti, un aspetto inconfondibilmente cinese, e non parla una sola parola di cinese. È anche una delle persone più brasiliane che io abbia mai conosciuto. È in questa famiglia che è nata Alice. Una famiglia in cui la carta geografica non ha mai coinciso del tutto con il cuore.
Forse era inevitabile, allora, che mia figlia andasse a raccogliere il mondo intero. Alice porta con sé quattro passaporti. È nata a Washington, da genitori brasiliani, uno dei quali venuto al mondo nella colonia britannica di Hong Kong, e così è arrivata al mondo americana, brasiliana e britannica tutto in una volta. A quindici anni si è trasferita in Australia con noi e in seguito ha acquisito la cittadinanza australiana durante gli otto anni in cui abbiamo vissuto laggiù. E ora, per amore più che per via burocratica, sta diventando in silenzio anche un poco italiana.
È venuta a Milano per studiare medicina. Una giovane donna che porta dentro di sé più lingue e più patrie è entrata nelle aule per diventare medico. Ne ero orgoglioso. Ed ero anche, se devo essere sincero, un poco spaventato, perché era così lontana da noi.
Poi il mondo ha chiuso le sue porte. È arrivata la pandemia, le frontiere si sono sbarrate, i voli si sono fermati, e mia figlia è rimasta bloccata in un paese straniero, lontana dai suoi genitori, in un momento in cui nessuno sapeva che cosa avrebbe portato il mattino dopo.
È qui che la storia si volge dalla paura alla gratitudine.
Alberto, Luisella: avete aperto la vostra casa di Monza a una giovane donna che non era ancora famiglia, e l’avete trattata come se lo fosse sempre stata. Per mesi l’avete nutrita, le avete dato un tetto, avete vegliato su di lei come su una figlia. Mentre io sedevo impotente in un altro continente, voi siete diventati, nel senso più letterale, la sua famiglia. Ci sono debiti che un padre non potrà mai saldare. Questo è uno di quelli, e la mia gratitudine verso di voi la porterò con me per il resto dei miei giorni.
È dentro quell’ospitalità che qualcosa è cresciuto in silenzio. Due ragazzi che si erano conosciuti tra i libri di testo e i lunghi corridoi degli ospedali hanno scoperto, nella stagione più dura che ciascuno di noi abbia conosciuto, di non voler affrontare il mondo l’uno senza l’altra. Oggi hanno fatto di Monza la loro casa comune, e non avrei potuto desiderare luogo più gentile, né famiglia più gentile, per accogliere mia figlia. E con questo magnifico matrimonio, Lorenzo è diventato nostro figlio, e Luisella e Alberto fanno parte della nostra famiglia.
Lorenzo. Sei appena diventato medico, e hai scelto l’urologia, una disciplina che richiede pazienza, precisione e un certo coraggio silenzioso. Alice percorre ancora la strada che tu hai appena finito di percorrere. Sai, meglio di chiunque altro in questa sala, quanto costi quella strada. Non riesco a immaginare fondamento più solido per un matrimonio di due persone che capiscono, senza una parola di spiegazione, esattamente ciò che l’altro sta attraversando.
Devo confessare ancora una cosa. Ho pensato di imparare l’italiano, per onorare questa famiglia che ha tanto onorato mia figlia. Ma c’è un solo giudice al mondo di cui ho paura, e si chiama Alice. Ha, diciamo così, standard elevati. Per stasera, dunque, perdonerete il mio portoghese, e confiderò nel fatto che l’amore si traduce senza accento.
E ora concedete al brasiliano che è in me una piccola indulgenza, perché il mio paese tende a parlare d’amore attraverso i suoi scrittori.
Vinicius de Moraes, il nostro grande poeta del cuore, ci ha insegnato a non chiedere che l’amore sia immortale, poiché è fiamma, ma a chiedere piuttosto che sia infinito finché dura. Carlos Drummond de Andrade ci ha ricordato che amare è la cosa più semplice e insieme più difficile che una persona impari mai. E Machado de Assis, il più saggio dei nostri romanzieri, sapeva che i grandi amori non sono quelli rumorosi, ma quelli che riordinano in silenzio un’intera vita.
Alice, Lorenzo: che la vostra fiamma arda infinita finché dura. Che continuiate a praticare l’arte semplice e difficile di amarvi. E che, anno dopo anno, riordiniate in silenzio la vita l’uno dell’altra, in meglio.
Alla famiglia Toneatto e alla mia, all’Italia e al Brasile e a ogni altro paese che mia figlia ha ripiegato dentro un solo cuore, a due persone che entrano nel mondo della medicina, e a un padre molto felice:
Alzate i calici, vi prego.
Boa tarde a todos, e obrigado por estarem aqui esta noite. Muitos de vocês cruzaram fronteiras e oceanos para chegar até aqui, e somos profundamente gratos por isso. Faço este discurso em inglês, mas vocês podem lê-lo também em italiano e em português neste website.
Eu atravessei um oceano para dizer umas poucas palavras, então vou tentar torná-las honestas.
Deixem-me começar com uma pequena confissão a respeito da minha família, porque ela explica a jovem que estamos celebrando esta noite. Minha mulher, Ma-Li, e eu somos brasileiros. Mas Ma-Li nasceu em Hong Kong e chegou ao Brasil ainda de colo. Tem, como todos podem ver, uma aparência inconfundivelmente chinesa, e não fala uma única palavra de chinês. É também uma das pessoas mais brasileiras que já conheci. Foi nessa família que Alice nasceu. Uma família em que o mapa nunca coincidiu inteiramente com o coração.
Talvez fosse inevitável, então, que minha filha saísse a colecionar o mundo inteiro. Alice carrega quatro passaportes. Nasceu em Washington, de pais brasileiros, um deles vindo ao mundo na antiga colônia britânica de Hong Kong, e assim chegou ao mundo americana, brasileira e britânica de uma só vez. Aos quinze anos, mudou-se para a Austrália conosco e mais tarde adquiriu a cidadania australiana durante os oito anos em que vivemos lá. E agora, por amor mais do que por papelada, vai-se tornando, discretamente, também um pouco italiana.
Veio a Milão estudar medicina. Uma jovem que traz dentro de si várias línguas e várias pátrias entrou nos anfiteatros para se tornar médica. Eu estava orgulhoso. E estava também, para ser honesto, um pouco assustado, porque ela estava tão longe de nós.
Então o mundo fechou as portas. Veio a pandemia, as fronteiras se trancaram, os voos pararam, e minha filha ficou retida num país estrangeiro, longe dos pais, num momento em que ninguém sabia o que a manhã seguinte traria.
É aqui que a história se volta da aflição para a gratidão.
Alberto, Luisella: vocês abriram a sua casa em Monza a uma jovem que ainda não era da família, e a trataram como se sempre tivesse sido. Durante meses a alimentaram, deram-lhe abrigo, velaram por ela como por uma filha. Enquanto eu permanecia impotente noutro continente, vocês se tornaram, no sentido mais literal, a família dela. Há dívidas que um pai jamais consegue pagar. Esta é uma delas, e levarei a minha gratidão a vocês dois pelo resto dos meus dias.
Foi dentro dessa hospitalidade que algo cresceu em silêncio. Dois jovens que se haviam conhecido entre livros e longos corredores de hospital descobriram, na estação mais dura que qualquer um de nós já viveu, que não queriam enfrentar o mundo um sem o outro. Hoje fizeram de Monza o seu lar comum, e eu não poderia ter desejado lugar mais gentil, nem família mais gentil, para acolher minha filha. E com este magnífico casamento, Lorenzo também se torna nosso filho, e Luisella e Alberto fazem parte da nossa família.
Lorenzo. Você acaba de se tornar médico, e escolheu a urologia, uma disciplina que pede paciência, precisão e uma certa coragem silenciosa. Alice ainda percorre o caminho que você acabou de concluir. Você sabe, melhor do que ninguém nesta sala, quanto custa esse caminho. Não consigo imaginar alicerce mais firme para um casamento do que duas pessoas que entendem, sem uma palavra de explicação, exatamente aquilo por que a outra está passando.
Preciso confessar mais uma coisa. Pensei em aprender italiano, para honrar esta família que tanto honrou minha filha. Mas há um único juiz no mundo de quem tenho medo, e o seu nome é Alice. Ela tem, digamos assim, padrões elevados. Por esta noite, portanto, hão de perdoar as minhas palavras, e confiarei em que o amor se traduz sem sotaque.
E agora permitam ao brasileiro que há em mim uma pequena indulgência, porque o meu país costuma falar de amor pela boca dos seus escritores.
Vinicius de Moraes, o nosso grande poeta do coração, ensinou-nos a não pedir que o amor seja imortal, posto que é chama, mas a pedir, antes, que seja infinito enquanto dure. Carlos Drummond de Andrade lembrou-nos que amar é a coisa mais simples e mais difícil que uma pessoa aprende. E Machado de Assis, o mais sábio dos nossos romancistas, sabia que os grandes amores não são os barulhentos, mas aqueles que, em silêncio, reordenam uma vida inteira.
Alice, Lorenzo: que a chama de vocês arda infinita enquanto durar. Que continuem a praticar a arte simples e difícil de amar um ao outro. E que, ano após ano, reordenem em silêncio a vida um do outro, para melhor.
À família Toneatto e à minha, à Itália e ao Brasil e a cada outro país que minha filha dobrou dentro de um só coração, a duas pessoas que entram no mundo da medicina, e a um pai muito feliz:
Ergam as taças, por favor.
Some selected preview photos of the wedding. Professionally-taken photos will be available later.
Una selezione di foto in anteprima del matrimonio. Le fotografie professionali saranno disponibili a breve.
Uma seleção de fotos de prévia do casamento. As fotografias profissionais estarão disponíveis em breve.
Together with their families
Alice
andLorenzo
Request the pleasure of your company at their wedding
"...To love is to find your own soul
Through the soul of the beloved one."
- E. L. Masters, Spoon River Anthology